Made in Future: un progetto educativo sperimentale orientato alla riflessione sui futuri possibili (di una comunità) attraverso il pensiero sistemico

Il titolo ufficiale e completo del progetto, realizzato con il contributo della Fondazione CARITRO, riassume bene temi e metodi: “Made in future - Costruire scenari personali e condivisi su paesaggi e beni comuni, con metodologie orientate al pensiero sistemico”.

Il progetto sviluppato con gli istituti comprensivi di Avio e di Ala (TN) costituisce un unicum, finora, nel panorama scolastico italiano per innovazione nei contenuti, nei metodi e nei risultati. Il progetto ha costituito l’applicazione di un approccio inedito nelle scuole italiane: il paradigma del pensiero sistemico (system thinking) o del "pensare per sistemi" (Thinking in systems, entro il 2017 anche in versione italiana), che Donnella e Dennis Meadows (già membri del Club di Roma autori dei Rapporti sui limiti dello sviluppo) e Jay Forrester (fondatore del campo di ricerca applicata della system dynamics) propongono quale competenza cruciale per i cittadini del 21° secolo.

Attraverso questo paradigma, e una serie di strumenti didattici dedicati, ci si riconosce parte di numerosi sistemi che compongono il nostro contesto sociale e ambientale di vita, si cerca di esplorare le interdipendenze tra elementi di questi sistemi e si comprendono meglio i processi che determinano gli eventi.

La più efficace metafora è l’iceberg: in superficie sono gli eventi visibili, sotto la superficie i processi che li determinano, sotto ancora le strutture dei sistemi, infine i modelli mentali.

Modello dell'iceberg - tratto da http://donellameadows.org/systems-thinking-resources

Fonte: http://donellameadows.org/systems-thinking-resources

Dalla teoria dei sistemi viene il principio che le dinamiche emergenti dei sistemi complessi sono determinate dalla struttura delle relazioni tra elementi più che dagli elementi stessi; in altre parole un “problema sistemico” come la congestione del traffico di una strada non è associabile al singolo automobilista, ma “emerge” da interazioni e dinamiche tra auto, strade, destinazioni, scelte alternative, tempi di percorrenza, ecc. In modo analogo si possono esplorare le dinamiche che possono minacciare o sostenere i beni comuni delle comunità alpine.

Il progetto, lungo gli 8 mesi di attività, ha perseguito tre obiettivi generali:

  1. Diffondere la conoscenza dei “beni comuni” come diverso modo di possedere, per promuovere comportamenti consapevoli nella gestione e conservazione dei beni comuni (territorio, paesaggio, risorse naturali) al fine di porre le basi per una cittadinanza cooperativa e responsabile.
  2. Introdurre una didattica del pensare per sistemi: per coltivare “capacità sistemiche” di comprensione della realtà (sempre complessa), per imparare a riconoscere dinamiche ricorrenti (come nella “Tragedia dei beni comuni”) e per promuovere la sostenibilità dell’uso delle risorse naturali e culturali.
  3. Introdurre elementi di futuro nelle scuole attraverso strumenti didattici innovativi quali “esercizi di futuro” volti alla costruzione di scenari personali e collettivi.

In sintesi si è trattato di accompagnare gli studenti di terza media in un percorso di "lettura attrezzata" del territorio (con i suoi specifici contenuti storici naturalistici e sociali) che consenta loro di non limitarsi a trarre una "fotografia" statica di ciò che era o di ciò che è, quanto piuttosto di girare un "film" del processo evolutivo, partendo dal punto di vista di cosa immaginavano gli uomini di allora, di che cosa si aspettavano dal domani, e di confrontarlo con cosa ci aspettiamo noi. In questo contesto, il focus si sposta dalle cose (elementi del paesaggio) alla nostra capacità di valutare gli effetti sistemici dei nostri comportamenti, e quindi a cascata immaginare futuri plurimi, con scelte non casuali o contingenti.

Altri elementi originali e rilevanti del progetto sono stati la collaborazione partner territoriali con differenti competenze (Fondazione Edmund Mach, TSM - STEP - Osservatorio sul Paesaggio, Cattedra UNESCO Sistemi Anticipanti - Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale di Trento, Dipartimento Culture e Civiltà - Università di Verona, Comuni, Biblioteche).

Fasi del progetto

Il progetto si è sviluppato per fasi di graduale avvicinamento al pensiero sistemico, attraverso attività e riflessioni guidate, anche giocose. Nel corso degli incontri in classe sono stati introdotti: il diagramma temporale come mappa dei cambiamenti nel tempo, diversi tipi di dinamiche (lineari, esponenziali), le polarità delle relazioni causali, le catene di relazioni causa-effetto, il concetto di retroazione o feedback (catena chiusa di relazioni causa-effetto), fino a “mappare” sistemi relativamente semplici con più feedback interagenti attraverso diagrammi causali (causal loop diagram).

Il risultato atteso dell’applicare il pensiero sistemico è una migliore comprensione dei cambiamenti in atto e in arrivo e rendere più efficaci i modelli mentali dei protagonisti stessi dei futuri desiderabili.

Il progetto a EDUCA

Il progetto è stato riconosciuto rilevante tra le numerose proposte di livello nazionale arrivate a EDUCA a Rovereto, VIII edizione del festival dell’educazione dedicata al tema PASSAGGI. La proposta è stata selezionata e inserita nel programma Dialoghi, dove gli 80 ragazzi, come unici protagonisti al pari di ospiti di fama nazionale e internazionale negli altri seminari, hanno presentato le attività e i risultati di una loro ricerca sul loro territorio.

Classe capovolta

Le quattro classi hanno concluso il progetto con una mostra-evento finale in cui sono “saliti in cattedra” e hanno mostrato alle famiglie i risultati in dettaglio con notevoli e numerosi materiali (video, foto, interviste, cartelloni, schermi), offrendo vere e proprie lezioni di pensiero sistemico, anche con attività interattive! L’evento finale si è concluso con un effetto scenico: ciascuno gruppo ha materializzato un’idea di futuo desiderabile, indesiderabile e incerto con oggetti posti sui diversi rami dell’albero dei futuri. Le cui radici di quest’albero sono il nostro passato, i rami rappresentano i futuri desiderabili, quelli indesiderabili e quelli incerti, il loro sviluppo dipende dal presente, il tronco, e dalle scelte di oggi che porteranno linfa a alcuni rami piuttosto che altri.

I ragazzi, i genitori, i docenti e le Vicesindaco di Ala e Avio hanno espresso la piena soddisfazione di una esperienza “che sicuramente ricorderanno a lungo e che mostra anche a noi adulti come guardare meglio al nostro presente” (Lorenza Cavazzani, Vice Sindaco di Avio).

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