Esplorazione ed economia spaziale - SKOPIA Blog

Esplorazione ed economia spaziale

Prossimo megatrend?

“Un tempo guardavamo in alto, meravigliandoci del nostro posto tra le stelle. Ora ci limitiamo a guardare in basso, preoccupandoci del nostro posto nella terra.”

Joseph Cooper, Interstellar (2014) 

“Nei prossimi 20-30 anni, prevedo che su Marte si svolgeranno attività di colonizzazione della superficie e di ricerca scientifica. Posso facilmente immaginare persone che vi abitino e uno dei numerosi benefici deriverà dagli sviluppi tecnologici necessari per andare dove nessuno è mai stato prima. Ciò unirebbe anche l’umanità nel perseguimento di obiettivi più grandi di noi stessi come individui, culture o nazioni, poiché l’esplorazione spaziale rafforza le nostre somiglianze piuttosto che le nostre differenze.”

Peggy Whitson, biochimica, prima donna comandante della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), figura pionieristica nell’esplorazione spaziale (2024)

Contesto

L’esplorazione spaziale sta entrando in una nuova era caratterizzata dallo sviluppo di infrastrutture affidabili e da un cambio di mentalità verso un’era di abbondanza. Le prospettive di produzione, raffinazione ed estrazione mineraria nello spazio promettono l’accesso a risorse rare a costi decrescenti, con un potenziale impatto deflazionistico significativo sull’economia globale.  

Questa nuova frontiera economica creerà milioni di posti di lavoro, inizialmente concentrati negli epicentri terrestri dell’industria spaziale, ma destinati a espandersi in settori e regioni sempre più ampi, generando un effetto a cascata di opportunità e innovazione. 

L’accesso a energia illimitata e affidabile dallo spazio rappresenta un’altra promessa di prospettiva, con investimenti già in corso da parte di paesi come l’Arabia Saudita, Giappone, USA, Cina e UE.  

Parallelamente, stiamo assistendo all’emergere di nuove potenze spaziali come Ruanda, Giappone, Turchia e India, che stanno ridisegnando la mappa geopolitica dell’esplorazione spaziale. 

L’avvento di un internet satellitare globale di alta qualità promette di aumentare il valore di ogni centimetro quadrato sulla Terra, abilitando nuove forme di lavoro remoto e connettività nell’economia spaziale. 

I programmi di insediamenti permanenti sulla Luna di Stati Uniti e Cina, previsti entro la metà del secolo, stanno accelerando la corsa allo spazio.  L’aumento dei voli lunari cinesi sta stimolando gli USA a costruire una base lunare, portando, in prospettiva, allo sviluppo di zone industriali semi-automatizzate sulla Luna per l’estrazione di minerali. Questa competizione sino-americana per le basi industriali lunari sta aprendo nuove frontiere nell’utilizzo delle risorse extraterrestri.

Le catene di approvvigionamento si andranno estendendo alla Luna e oltre, con strategie innovative come l’utilizzo di risorse in situ e depositi di propellente pre-posizionati nello spazio.  

Aziende logistiche tradizionali come FedEx e DHL stanno entrando nel settore spaziale, mentre giganti come Amazon, guidata dalla visione di Bezos, anch’egli impegnato in prima persona nell’espansione spaziale, non potranno che estendere le loro operazioni oltre i confini terrestri. Questi sviluppi stanno ridefinendo i concetti di logistica e commercio su scala interplanetaria. 

La crescente attività spaziale sta evidenziando la necessità di una cooperazione internazionale e di una governance efficace per la gestione del traffico spaziale e delle risorse. L’utilizzo di tecnologie blockchain potrebbe svolgere un ruolo chiave in questo contesto, fornendo un sistema trasparente e sicuro per la regolamentazione delle attività spaziali. Questi meccanismi di governance saranno cruciali per garantire un’esplorazione spaziale sostenibile e pacifica. 

Gli scenari futuri includono ambiziosi piani come quello di SpaceX per stabilire una “civiltà” su Marte, con una città funzionale e un traffico costante tra la Terra e il Pianeta Rosso. La terraformazione di Marte (neologismo derivato dall’inglese per indicare ipotesi su processi artificiali per rendere abitabile per l’uomo un pianeta o altri corpi celesti) è un’altra frontiera di ricerca, con ipotesi sull’uso di nanoparticelle per riscaldare rapidamente il pianeta.  Questi progetti visionari sviluppati anche dalla Cina, seppur ancora speculativi ma molto solidi, illustrano la portata delle ambizioni umane nello spazio e le potenziali trasformazioni che potrebbero ridefinire il nostro ruolo nel sistema solare. 

Esistono posizioni critiche sulle missioni spaziali, per questo è importante mantenere un approccio duale: stiamo già integrando l’esplorazione spaziale con la risoluzione delle problematiche terrestri.  Un approccio che si basa sull’idea che il progresso umano tende ad avanzare anche in presenza di sfide non risolte: l’esplorazione spaziale può procedere parallelamente agli sforzi per affrontare i problemi sulla Terra. Occorre respingere logica fallace, perché contraddetta dalle esperienze del nostro passato, che si debba raggiungere uno stato di perfezione sulla terra prima di espandere gli sforzi umani nello spazio. L’integrazione tra la risoluzione dei problemi terrestri e l’esplorazione spaziale è un catalizzatore per avanzamenti tecnologici e sociali. Questa sinergia ha portato negli scorsi decenni ad innovazioni applicabili in entrambi i contesti, creando un ciclo virtuoso di sviluppo.  

È fondamentale considerare anche l’evoluzione del contesto politico sulle missioni spaziali. Nel secolo scorso, la sinistra sosteneva le missioni spaziali mentre la destra le considerava uno spreco di denaro, accettandole solo per la minaccia sovietica. Ora le parti si sono invertite: la sinistra vede le missioni spaziali come uno spreco e una distrazione dalla crisi climatica, mentre la destra le sostiene, non percependole come una minaccia al loro sistema culturale e tenore di vita.

Tempistiche

La nostra civiltà si trova alle soglie di una trasformazione sociale senza precedenti, paragonabile per portata e rapidità alla cosiddetta “Restaurazione Meiji” in Giappone. In soli 40 anni, l’arcipelago del Sol Levante si trasformò da società feudale a potenza industriale globale. 

Nei prossimi decenni si realizzeranno progressi tecnologici e sociali tali da avvicinare la nostra realtà a quella raffigurata in Star Trek.  Questa accelerazione senza precedenti dello sviluppo umano potrebbe ridefinire ogni aspetto della nostra vita e della società in modi attualmente difficili da concepire.  

L’esplorazione spaziale emerge come un settore chiave di questo sviluppo, con numerosi attori governativi e privati che delineano ambiziose strategie a lungo termine. Si prospettano numerosi traguardi significativi nell’esplorazione spaziale negli anni Trenta. Tra questi:

  • il ritorno dell’uomo sulla Luna,
  • l’avvio di operazioni commerciali nello spazio, 
  • la ricerca di ghiaccio d’acqua nei crateri lunari 
  • e potenzialmente il primo atterraggio umano su Marte. 

Si prevede inoltre lo sviluppo di stazioni spaziali private e l’implementazione di tecnologie avanzate come i reattori nucleari spaziali. 

Guardando oltre il 2030, si delineano scenari ancora più ambiziosi. Si prospettano da qui al 2050:

  • la costruzione di basi lunari permanenti, 
  • l’inizio della colonizzazione di Marte 
  • e lo sviluppo di tecnologie rivoluzionarie come la propulsione nucleare per i viaggi spaziali.
  •  Questi progressi potrebbero portare, entro il 2050, a una presenza umana stabile su più corpi celesti e allo sviluppo di un’economia multi-planetaria. 

La Cina, in particolare, ha presentato un piano che si estende fino al 2049, focalizzandosi sullo sviluppo lunare ma con prospettive di espansione verso Marte e la fascia degli asteroidi.  Si prevede che l’economia spaziale futura ruoterà in gran parte attorno alle risorse e alle infrastrutture lunari. Pechino coltiva piani ambiziosi che includono l’anticipazione della programmata costruzione di una base lunare dal 2035 al 2027. 

A livello globale, la tabella di marcia verso la colonizzazione lunare e marziana è chiara e strutturata.

2025-2030

Entro il 2026, la NASA mira a tornare sulla Luna con partner internazionali, mentre Axiom Space Station lancerà il primo modulo verso la ISS, iniziando la transizione verso una stazione spaziale privata. Virgin Galactic inizierà le operazioni commerciali e la missione cinese Chang’e 7 cercherà ghiaccio d’acqua nei crateri lunari.

Entro il 2028, SpaceX mirerà a un atterraggio su Marte e Starlab lancerà una stazione spaziale privata. Entro il 2030, la NASA e la Cina dovrebbero poter mettere in campo reattori nucleari spaziali e potrebbero iniziare la costruzione di una base lunare.

2030-2050

Entro il 2035, è previsto un atterraggio umano su Marte, seguito da una presenza lunare permanente entro il 2045-2050 e l’inizio della colonizzazione della superficie marziana.

La missione Artemis II, il cui lancio è previsto per settembre 2025, rappresenterà un banco di prova cruciale per le nuove tecnologie necessarie ai voli spaziali di lunga durata e alle future missioni su Marte.

Parallelamente, l’industria spaziale continua a crescere a ritmi sostenuti, con previsioni che indicano un superamento del record di lanci stabilito nel 2023 ben prima della fine del 2024. Questo aumento è alimentato dalla crescente competizione tra Stati Uniti e Cina nell’esplorazione lunare, che sta spingendo entrambi i paesi a investire massicciamente nel settore.

Le previsioni per il futuro dell’esplorazione spaziale vedono un ruolo sempre più centrale del settore privato, in particolare nell’ambito delle missioni lunari e marziane. Come detto, si stima che un atterraggio umano su Marte potrebbe avvenire già entro il 2035, forse per mezzo di propulsione nucleare. La costruzione di una base lunare permanente potrebbe iniziare entro il 2030, segnando l’inizio di una nuova era nella presenza umana nello spazio.

Tra i piani a lungo termine, meritano di essere citati una “Iniziativa globale per Marte” nel 2040, caratterizzata da una collaborazione internazionale per la colonizzazione del pianeta rosso e il già citato sviluppo di un’ “Economia multi-planetaria” entro il 2050, con una presenza umana estesa nel sistema solare e una complessa economia interplanetaria.

Dopo il 2050

Cosa succederebbe se la presenza umana si espandesse oltre Marte per includere basi permanenti su diverse lune di Giove e Saturno entro il 2050?

Questa espansione potrebbe essere possibile grazie ad avanzamenti tecnologici relativi alla gravità artificiale e alla schermatura dalle radiazioni, che mitigherebbero molti dei rischi per la salute associati all’abitazione spaziale a lungo termine. Le basi su queste lune diventerebbero centri di innovazione e ricerca, attirando scienziati e ingegneri da tutto il mondo (e dalla Luna).

Altri scenari futuri prevedono una potenziale ridefinizione degli equilibri geopolitici nello spazio, con l’Asia (Cina, Giappone, Corea unificata, India, Arabia Saudita, EAU) che potrebbe emergere come forze dominanti a cavallo tra anni Trenta e Quaranta.

Allo stesso tempo, però, la sfida comune della colonizzazione di Marte potrebbe spingere verso una maggiore collaborazione internazionale focalizzata, per l’appunto, sullo sviluppo di un’economia spaziale complessa, con industrie specializzate insediate su diversi corpi celesti e un fiorente settore del turismo spaziale.

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Stefano Fait
Stefano Fait
Stefano Fait è un OSINT specializzato in decifrazione di dati complessi, identificazione di segnali deboli / trend emergenti socio-economici e finanziari e costruzione di scenari. Già co-fondatore di -skopìa international, si occupa di sviluppo di strategie (capitale cognitivo) per imprese e investitori.