Cosa significa oggi parlare di cittadinanza?
E come gli Scenari di Cittadinanza sono lenti attraverso cui interpretare il presente e definire le comunità che vogliamo costruire (e viverci in futuro)?
Il concetto di cittadinanza non riguarda soltanto diritti e doveri, ma ha sempre portato con sé la dimensione intrinseca della partecipazione attiva, della condivisione, della costruzione comune di un presente collettivo.
A questa dimensione aggiungiamo esplicitamente quella del futuro: in tempi incerti, guardare al futuro non significa solo proiettarsi in avanti, verso ciò che sarà, ma soprattutto imparare ad abitare il presente in modo più consapevole, restituendo ai singoli e alla collettività un ruolo di primo piano in qualunque cambiamento si voglia realizzare.
Da questa chiave di lettura nascono gli Scenari di Cittadinanza: un laboratorio partecipativo che integra Anticipazione e Studi di Futuro nell’Educazione Civica per abilitare giovani cittadini ad immaginare futuri diversi ma anche a vivere il presente con maggiore intenzionalità e capacità di contribuire al cambiamento.
Perché parlare di futuri collettivi è importante?
Ciascun individuo prende decisioni basandosi su un’immagine di futuro.
Accade nelle scelte individuali – la scuola, il lavoro, lo stile di vita, i progetti – ma anche nelle decisioni collettive che riguardano il benessere di interi quartieri, città, organizzazioni e comunità. Le immagini di futuro influenzano il presente perché orientano aspettative, comportamenti e priorità.
Quando una comunità smette di immaginare il proprio futuro si paralizza anche nel presente, limitandosi a reagire agli eventi invece di darsi da fare attivamente per orientarne la direzione.
Cosa sono gli Scenari di Cittadinanza?
Gli Scenari di Cittadinanza sono uno strumento educativo e partecipativo che utilizza il pensiero sul futuro per stimolare riflessione, dialogo e apprendimento collettivo.
L’obiettivo è quello di esplorare diversi scenari futuri non per fare previsioni, ma per comprendere meglio le possibilità e individuare le azioni da compiere oggi per fare in modo di realizzare futuri desiderabili domani, non solo come singoli ma come collettività.
Attraverso gli scenari, i partecipanti sono invitati a uscire dall’idea che esista un solo futuro possibile e a confrontarsi con una pluralità di prospettive. Questo processo favorisce il pensiero critico, la capacità di ascolto e la comprensione delle relazioni tra scelte individuali e conseguenze collettive.
Come funzionano?
La modalità caratterizzante, rivelatasi efficace con bambini della primaria quanto con ragazzi delle superiori, consiste nel focalizzare due dimensioni distintive della vita comunitaria:
- il grado di collaborazione tra le persone
- il rapporto con le regole condivise
Lungo queste due dimensioni si manifestano due tensioni dagli esiti per nulla scontati e in continuo cambiamento, oggetto di forze contrastanti. Dall’incrocio di queste due dimensioni emergono quattro scenari possibili schematizzabili così:
- insieme con regole
- insieme senza regole
- soli con regole
- soli senza regole
Nessuno di questi scenari rappresenta il futuro “vero”. Ognuno è piuttosto una lente attraverso cui osservare dinamiche, rischi, opportunità e possibili conseguenze delle scelte che facciamo oggi.
Considerati insieme, questi scenari rappresentano uno “spazio di possibilità”, dove una varietà di stati intermedi sono più o meno desiderabili ma tutti possibili.
I partecipanti sono invitati a immaginare come potrebbe essere la vita in ciascuno di questi mondi, quali cambiamenti potrebbero condurvi e quali azioni potrebbero favorire gli scenari ritenuti più desiderabili.
- Quali futuri consideriamo desiderabili?
- Quali rischi stiamo ignorando?
- Quali azioni possiamo intraprendere oggi?
- Quali responsabilità condividiamo come comunità?
Imparare a farsi le domande giuste significa coltivare la capacità di immaginare e discutere collettivamente il futuro. Non è un esercizio teorico, ma una competenza civica fondamentale.
Per chi volesse approfondire rimandiamo all’articolo della rivista italiana di Futures Studies: https://www.futuri-journal.org/index.php/futuri/article/view/168/199
Perché ne abbiamo bisogno oggi?
In un mondo in accelerazione, dove ciascuno incontra quotidianamente situazioni che esprimono ansia, fino al panico immobilizzante, o un disinteressato presentismo, recuperare un senso di responsabilità civile è fondamentale per costruire comunità lungimiranti, in grado di adattarsi e convivere con le incertezze e anzi farsi protagoniste del cambiamento.
Gli Scenari di Cittadinanza aiutano a superare fatalismo e passività, favorendo un atteggiamento proattivo nei confronti del cambiamento e sviluppando nei cittadini senso di responsabilità e capacità di azione.
Le sfide contemporanee – dalla sostenibilità alla trasformazione tecnologica, dalle disuguaglianze ai cambiamenti demografici – richiedono cittadini consapevoli delle possibilità dei propri contesti e delle proprie potenzialità, come singoli e come collettività.
Gli Scenari di Cittadinanza, nati come laboratorio dedicato alla scuola primaria, grazie alla collaborazione con la Fondazione Trentina Alcide Degasperi, sono stati adottati e adattati alle scuole secondarie per primo e secondo grado e a iniziative giovanili.
L’ultima sperimentazione è il Festival Ricostituente 2026, un laboratorio permanente in cui giovani da tutta Italia scrivono la Costituzione del futuro, esprimendo la loro idea di società. Quest’anno i partecipanti hanno sperimentato gli Scenari di Cittadinanza in preparazione del laboratorio di scrittura partecipativa di un articolo della Costituzione Italiana del 2050.
Una cittadinanza attiva non nasce soltanto dalla conoscenza del presente, ma anche dalla capacità di immaginare e costruire il futuro.