Anticipation Conference 2026: il contributo di -skopìa al dibattito internazionale sugli Studi di Futuro - SKOPIA Blog

Anticipation Conference 2026: il contributo di -skopìa al dibattito internazionale sugli Studi di Futuro

Il contributo di -skopìa all’Anticipation Conference 2026 su IA e processi partecipativi nel Foresight

L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente anche il mondo della Previsione Strategica. Ma cosa succede quando strumenti progettati per sintetizzare informazioni e ridurre l’incertezza vengono applicati a processi che, al contrario, hanno bisogno di mantenere aperte le possibilità?


È da questa domanda che nasce il contributo presentato da -skopìa durante l’Anticipation Conference 2026, il più importante appuntamento internazionale dedicato all’Anticipazione tenutosi dall’1 al 3 Luglio a Milano.

L’intervento, tenuto da Rocco Scolozzi ed Elena Petrucci durante la conferenza, si intitola “Between Automation and Collective Sense-Making: The AI Paradox in Participatory Foresight” e affronta uno dei temi oggi più rilevanti per chi lavora con il futuro: il rapporto tra intelligenza artificiale e processi partecipativi di Foresight.

Il paradosso dell’AI nei processi di Foresight Partecipativo

L’IA generativa rappresenta uno strumento straordinariamente potente: analizza grandi quantità di dati, individua pattern, sintetizza informazioni, costruisce rapidamente scenari preliminari. In altre parole, funziona come un vero e proprio motore capace di accelerare le attività di scanning, analisi e/o restituzione di risultati.
Una funzione che, sebbene utile anche per chi si occupa di Foresight partecipativo, nasconde, se usato in modo scorretto, delle insidie da non sottovalutare: la logica alla base dell’IA ha come obiettivo intrinseco una riduzione dell’ambiguità e soprattutto la restituzione di un output corretto e fondato su dati autorevoli.
L’obiettivo del Foresight invece è opposto: esplorare le ambiguità, dare spazio alla negoziazione sociale, sospendere giudizi prematuri per giungere a conclusioni aperte.

Attraverso il confronto tra persone con competenze, valori ed esperienze differenti, il Foresight costruisce nuovi significati condivisi e rende possibile l’emergere di visioni che nessun individuo avrebbe immaginato da solo.

Da qui nasce quello che il team di -skopìa ha definito “Rischio dell’Anticipazione (aumentata)”.

Se nei processi partecipativi deleghiamo all’IA anche la costruzione del significato collettivo (sense-making), rischiamo di sostituire il dialogo tra le persone con l’autorevolezza apparente dell’algoritmo, comprimendo proprio quello spazio di confronto da cui nascono intuizioni, creatività e innovazione.

Come affrontare il Rischio?

Certo non rinunciando all’IA, ma utilizzandola in modo consapevole, comprendendone il ruolo e indagando la natura del rapporto che si crea tra la macchina, il mediatore e i partecipanti a un processo di Foresight partecipativo

L’IA può diventare un potente supporto per raccogliere informazioni, individuare segnali e organizzare la conoscenza, ma non può sostituire quello spazio, tutto umano, dedicato alla negoziazione dei significati, alla riflessione critica, all’immaginazione condivisa, alla generazione che nasce nell’ignoto, alla messa in moto dell’intelligenza collettiva. 

L’obiettivo non è un Foresight generato dall’IA, ma un output umano potenziato dall’IA.

Anticipation Conference 2026: altri interventi interessanti

L’edizione 2026 dell’Anticipation Conference ha visto emergere altri temi ugualmente interessanti e degni di essere approfonditi nel dibattito internazionale e pubblico sull’Anticipazione e gli Studi di Futuro. 

Il tema centrale scelto quest’anno è stato quello del design inteso come pratica transdisciplinare capace di confrontarsi con ciò che è ancora irrisolto, non detto o che deve ancora emergere.

Obiettivo della conferenza era esplorare il modo in cui i futuri prendono forma attraverso dimensioni estetiche, etiche, epistemologiche e materiali. A offrire una sintesi delle principali direttrici di ricerca sono stati i keynote speaker che hanno aperto le tre giornate della conferenza.

  • Betti Marenko, docente presso il Central Saint Martins di Londra e direttrice dell’Hybrid Futures Lab di Londra, ha esplorato il rapporto tra design, tecnologie emergenti e futuri digitali, proponendo una riflessione su come l’incertezza possa diventare una risorsa critica per indagare, immaginare e progettare nuove modalità dell’esistere. 
  • Fabio Scarano, professore di ecologia, curatore del Museo del Domani di Rio de Janeiro e titolare della Cattedra UNESCO sulla Futures Literacy, tra i cento scienziati più influenti al mondo, ha guidato la riflessione sulle ecologie planetarie dell’anticipazione, alla luce della sua autorevole esperienza nei panel ONU sul clima e nelle comunità indigene e della sua visione sui dialoghi rigenerativi per la sostenibilità. 
  • Ivana Milojević, sociologa, educatrice e direttrice del think tank Metafuture, ha approfondito il tema delle capacità critiche e della Futures Literacy, evidenziando il ruolo dell’alfabetizzazione ai futuri nello sviluppo delle competenze necessarie ad affrontare la complessità.

Una riflessione che continua oltre la conferenza

Per il team di -skopìa, la partecipazione all’Anticipation Conference 2026 ha rappresentato  non solo un’occasione di aggiornamento scientifico, ma una opportunità di confrontarsi con la comunità internazionale dei Futures Studies, di portare il proprio contributo al dibattito internazionale e di tornare a casa con nuove riflessioni da applicare nei contesti del lavoro quotidiano con imprese, pubbliche amministrazioni, territori e organizzazioni.

 

L’Anticipazione è una disciplina più che mai viva e in via di costruzione, che ha dunque il dovere di continuare a interrogarsi non soltanto sul suo oggetto di studio e ricerca, i futuri, ma anche sui suoi strumenti. Questo vuol dire mantenere attiva una discussione, ponendosi domande sul modo in cui quei futuri vengono immaginati, su quali strumenti vengono utilizzati per immaginarli e su come questi strumenti evolvono, giocando un ruolo cruciale nel potenziare (o depotenziare) la capacità umana di fare previsioni. 

 

Per continuare a interrogarci insieme, ecco una piccola lista dei temi emersi durante la conferenza che hanno catturato la nostra attenzione e che meritano un approfondimento nei prossimi anni: 

  • il concetto di futuretainment, che distingue l’utilizzo degli scenari futuri con finalità prevalentemente narrative o di intrattenimento dai processi strutturati di Strategic Foresight orientati al supporto delle decisioni.
  • il linguaggio dei Futures Studies e in particolare la domanda se la scelta di parlare di “futuri” al plurale sia davvero utile ad ampliare realmente la capacità degli individui di immaginare alternative, o se al contrario rischi di generare nuove rigidità interpretative. Domande di questo tipo testimoniano quanto la disciplina continui a interrogarsi anche sui propri concetti fondativi.
  • il concetto di anticipatory assumptions, approfondito durante il workshop Standing in the Futures, ovvero le “assunzioni anticipatorie” che costruiamo continuamente, spesso in modo inconsapevole e che finiscono per orientare le nostre decisioni.
  • il tema dei bias cognitivi che mostra quanto i processi partecipativi di costruzione dei futuri dipendono anche dalla qualità del confronto tra le persone coinvolte e dalla capacità di includere prospettive differenti nella costruzione di visioni.

Quali di questi spunti vale la pena approfondire?
Quali sono gli argomenti di discussione che vorresti vedere presentati alla prossima Anticipation Conference nel 2027?

Team Skopia
Team Skopia