Come sarà il futuro del volontariato? Misericordie ha esplorato diversi scenari insieme a -skopìa per prepararsi alle sfide sociali dei prossimi decenni
Il futuro del volontariato non è mai stato così incerto.
Non è un mistero che il settore sta attraversando, ormai già da diversi anni, un momento di crisi che porterà inevitabilmente a profonde trasformazioni. Per affrontare attivamente questa transizione, la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia ha scelto di lavorare con il team di -skopìa in un percorso di consulenza che prepari volontari e coordinatori dell’ente di volontariato più antico di Italia a fronteggiare le sfide future.
Le Misericordie e l’evoluzione del volontariato in Italia
Le Misericordie d’Italia hanno una storia di oltre 800 anni, radicata in particolare nel territorio toscano ma attiva su scala nazionale. Oltre agli interventi in caso di calamità, alluvioni, terremoti e grandi eventi come il Giubileo, le Misericordie si occupano quotidianamente di trasporto sanitario, emergenza sociale e assistenza ai più fragili.
Negli ultimi anni, però, come gran parte del Terzo Settore, anche le Misericordie si sono trovate a fronteggiare una vera e propria crisi del volontariato:
- mancanza di ricambio generazionale
- difficoltà nel coinvolgere i giovani
- tagli ai fondi pubblici
- una crescente complessità nei bisogni delle persone
Questi sono solo alcuni degli elementi che attualmente rendono complessa, per l’intero settore, la sfida dei futuri. Dopo un passeggero boom di disponibilità durante il Covid, molti volontari si sono ritirati, lasciando un vuoto operativo difficile da colmare.
L’obiettivo del progetto con -skopìa è stato dunque duplice: da un lato introdurre strumenti di lettura del futuro, dall’altro costruire strategie concrete per prepararsi alle sfide dei prossimi decenni, in un contesto in cui l’urgenza è quella di restare rilevanti, efficaci e presenti nei territori per offrire un servizio capillare di sostegno ai cittadini.
Il progetto: strumenti, obiettivi e outcome
Il progetto si è inserito nel programma “Hope”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e ha preso forma attraverso quattro webinar online e due intense giornate di lavoro in presenza presso il centro di coordinamento emergenze delle Misericordie a Pistoia.
Il team di -skopìa, composto da Francesco Brunori, Maurizio Mosca, Roberto Poli e Antonio Furlanetto, ha accompagnato un gruppo selezionato di coordinatori provenienti da tutta Italia in un percorso guidato, per esplorare gli scenari futuri possibili, probabili e desiderabili legati al volontariato e ai bisogni sociali emergenti.
Il percorso è iniziato con una serie di webinar tematici dedicati alla sanità del futuro, al Risk Management Anticipante, alle unità di Previsione Strategica (UPS) e ai dialoghi anticipanti. Successivamente, durante le giornate in presenza, si è lavorato con strumenti tecnici come la Futures Wheel e il Backcasting, per portare alla luce possibili scenari futuri, auspicabili o temibili per il committente.
Futures Wheel
Con la Futures Wheel, i partecipanti hanno esplorato le conseguenze sistemiche di eventi ipotetici ma plausibili, come:
- l’approvazione di una nuova legge sulla formazione dei volontari
- il collasso del sistema sanitario nazionale
- una crisi economica profonda
Questi esercizi hanno permesso di individuare le reazioni a catena che tali eventi potrebbero generare sull’operato delle Misericordie, stimolando un pensiero sistemico e non lineare.
Backcasting
Il Backcasting è stato usato per immaginare scenari futuri legati all’evoluzione del volontariato al 2030 o 2040. A partire da questi scenari, i partecipanti hanno lavorato a ritroso per identificare le tappe intermedie necessarie a realizzare o evitare quel futuro, evidenziando già da oggi i segnali deboli da intercettare e le azioni da mettere in campo.
Al percorso hanno preso parte circa 40 coordinatori delle Misericordie a livello locale, provenienti da tutta Italia e con ruoli chiave nelle aree emergenza, sociale e formazione, alcuni dei quali svolgono anche il ruolo di Presidenti regionali.
OUTCOME
Un primo risultato tangibile del percorso svolto è stata una presa di coscienza che ha portato ad una iniziale diffusione della cultura dell’anticipazione all’interno dell’organizzazione.
Il progetto ha infatti dato il via a una ripianificazione delle attività formative e alla volontà di estendere questi strumenti anche alla componente più “politica” e istituzionale dell’organizzazione, nonché a chi lavora con i giovani volontari, riproponendo anche nel 2025 un nuovo progetto di consulenza.
Dall’esperienza vissuta è nata anche l’idea di un social contest dedicato alle singole Misericordie, con l’obiettivo di dare visibilità e fondi a progetti già attivi nei territori, selezionati sulla base di criteri come innovazione, impatto sociale e sostenibilità.
Allo stesso tempo, sono state progettate formazioni mirate per rispondere a bisogni sociali sempre più complessi, spesso non codificati in protocolli, e fortemente legati al contesto territoriale, come ad esempio la dispersione scolastica o la solitudine degli anziani.
Il futuro del volontariato: coltivare speranza e visione
Il progetto ha rappresentato per tutti un’occasione di riflessione collettiva sul senso profondo (oltre che sul futuro) del volontariato, facendo emergere una necessità di rigenerazione della propria missione sociale che riguarda non solo Misericordie d’Italia, ma tutti gli enti di volontariato e in termini più ampi il Terzo Settore.
Ripensare il futuro del volontariato coinvolgendo nuove leve e continuando ad offrire all’utenza prestazioni di qualità, laddove i bisogni diventano sempre più sottili e sfumati, è un obiettivo che passa attraverso una vera e propria ri-educazione culturale, sociale e collettiva.
Francesco Brunori (-skopìa) ha raccontato così la sua esperienza:
“Abbiamo conosciuto una realtà profonda, radicata, eppure spesso ignorata. Ci siamo interrogati insieme su come riformulare il concetto di volontariato per renderlo attraente alle giovani generazioni, in un tempo in cui donare gratuitamente il proprio tempo non è più un valore scontato. Il Terzo Settore è un ponte tra cittadinanza e istituzioni: chi risponderà ai bisogni della collettività, se questo ponte viene a cadere?”
Nora Elisa Ronchi, area formazione Misericordie, conclude:
“Abbiamo un potenziale enorme, ma la macchina è difficile da muovere. Gli esercizi ci hanno permesso di vedere fino a dove possiamo arrivare, e le pianificazioni che stiamo facendo servono a questo, a farci crescere sempre di più anticipando i bisogni dei nostri territori, per farci trovare pronti nel momento del bisogno.”