Quale futuro per territori complessi? Dolomiti UNESCO Case Study

Quale futuro per i territori complessi? | Corso per Amministratori delle Dolomiti Patrimonio Mondiale: il CASE STUDY

Come governare territori complessi e fragili in un’epoca di cambiamento? Leggi il case study sul progetto della Rete della Formazione e della Ricerca Scientifica della Fondazione Dolomiti UNESCO con la Scuola per il Governo del Territorio (STEP) di Trentino School of Management

Il futuro dei territori montani non è mai stato così esposto a pressioni multiple: da un lato le minacce della crisi climatica e dello spopolamento progressivo ma anche dell’overtourism, dall’altra le trasformazioni economiche globali che hanno inevitabilmente delle ripercussioni anche a livello locale. C’è poi la costante tensione tra la necessità di tutelare un territorio fragile e prezioso dal punto di vista ambientale e della sostenibilità e l’esigenza di favorire e promuovere lo sviluppo di quel territorio stesso in termini di offerta di servizi ai cittadini e agli ospiti, con l’obiettivo di contrastare il trend della fuga verso la città.

In questo contesto, costruirsi una visione chiara di come potrà essere il futuro nei prossimi 10, 20, 30 anni diventa indispensabile per offrire agli amministratori locali strumenti e informazioni per creare progettualità realistiche sul futuro (e quindi anche sul presente) dei loro territori. 

Il contesto: Dolomiti, territorio complesso e vivo

Le Dolomiti, riconosciute dall’UNESCO Patrimonio Mondiale nel 2009, costituiscono un ambiente articolato formato da nove “sistemi” montuosi, distribuiti su più province e regioni e a volte molto diversi tra loro.

Un territorio straordinario dal punto di vista naturalistico e culturale, ma anche estremamente delicato, in cui convivono diverse esigenze e su cui influiscono diversi fattori:

  • comunità locali con identità forti e radicate
  • esigenze di tutela ambientale
  • pressioni legate al turismo
  • impatti sempre più evidenti del cambiamento climatico

In questo scenario, la governance del territorio richiede competenze capaci di affrontare l’incertezza con visioni di lungo periodo, assumendosi la responsabilità di tutelare il futuro delle prossime generazioni.

Il progetto

Il progetto pluriennale « Conoscenza, Responsabilità, Consapevolezza. Il ruolo delle Amministrazioni locali per la gestione delle Dolomiti Patrimonio Mondiale» è partito nel 2022 su iniziativa della Rete della Formazione e della Ricerca Scientifica della Fondazione Dolomiti UNESCO coordinata dalla Provincia autonoma di Trento attraverso la Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio (STEP-TSM)

Il progetto è nato per accompagnare gli amministratori locali in un percorso di formazione sul futuro delle Dolomiti e per creare una cultura dell’Anticipazione che permetta ai decisori di adottare un approccio lungimirante nella gestione del territorio delle Dolomiti Patrimonio Mondiale e di mettere in atto una pianificazione strategica più consapevole rispetto a potenziali shock o crisi di tipo climatico, sociale, economico o geopolitico.

-skopìa è stata invitata a dare il suo contributo a partire dalla seconda edizione nel 2023 per aiutare gli amministratori locali dei territori interessati a scandagliare i futuri, a scoprire rischi e opportunità e a pianificare i futuri desiderabili per le loro comunità

  • Nell’edizione 2023 a Tonadico (Comune di Primiero San Martino di Castrozza) si è indagata “La sfida del cambiamento climatico e la gestione responsabile del Bene” attraverso metodi ed esercizi di futuro quali la scansione degli orizzonti e le ruote dei futuri. 
  • Nel 2024 ad Andalo il “Laboratorio di futuri: chi avrà cura delle Dolomiti?” ha avuto l’obiettivo di anticipare le sfide in arrivo riguardo la trasformazione delle comunità, il riconoscimento e l’eredità del Patrimonio Mondiale. Tutto questo a partire dall’analisi dei megatrend globali e dei trend locali, a cui ha fatto seguito una costruzione di scenari compatta e una analisi SWOT per identificare le priorità d’azione e creare una visione condivisa con una dichiarazione d’impegno finale da parte degli amministratori partecipanti.
  • L’edizione 2025 a Claut e Cimolais nelle Dolomiti Friulane ha posto invece al centro del dibattito il rapporto tra generazioni nella gestione attuale e futura del Patrimonio delle Dolomiti, concentrandosi sul concetto di sostenibilità intergenerazionale e promuovendo nuovamente un approccio anticipante verso  futuri possibili e desiderabili

La metodologia adottata è ispirata al quadro delle competenze di previsione strategica della Association of Professional Futurists, APF, che include 4 fasi: framing, scanning, futuring e visioning. Nella fase di Futuring e Visioning sono stati utilizzati rispettivamente:

  • Le Futures Personas: metodo che ha aiutato i partecipanti ad immaginare i futuri contesti di vita per le persone e le comunità, attraverso la creazione di profili ipotetici di attori futuri 
  • Il Backcasting: esercizio di futuro che ha permesso di identificare a ritroso le condizioni abilitanti che dovrebbero verificarsi negli anni per rendere possibile e più probabile il futuro identificato come desiderato nel 2050.

Output e risultati

Il workshop ha prodotto nei partecipanti una crescente consapevolezza della necessità di integrare il futuro nei processi decisionali, soprattutto in relazione a:

  • adattamento climatico
  • coinvolgimento delle giovani generazioni
  • sostenibilità di lungo periodo del territorio

La collettività è considerata una risorsa inestimabile e la coesione sociale viene percepita come la vera infrastruttura di sicurezza contro lo spopolamento, per promuovere la tutela del patrimonio ambientale minacciato dai cambiamenti climatici e anche per supportare decisori e amministratori nel loro compito di governare l’incertezza.

Le Dolomiti diventano così un territorio che accoglie, abbraccia e include un afflusso turistico costante, ma sostenibile e rispettoso della natura e dei suoi ritmi lenti, e un ripopolamento prodotto da migliori servizi e ai cittadini e più inclusività per tutti, attraverso un aumento delle aree verdi e delle superfici coltivate. 

L’output finale del progetto è stata la creazione di un Piano Strategico Integrato 2026-2050, che ha tradotto la sequenza dell’esercizio di futuro backcasting in una roadmap di interventi: un percorso evolutivo che parte dalla prospettiva dei singoli contributi individuali da incardinare in policy collettive lungimiranti per raggiungere lo scenario desiderabile.

 

Abbiamo chiesto a Mara Nemela Direttrice della Fondazione Dolomiti Dolomiten Dolomites Dolomitis UNESCO e a Gianluca Cepollaro Responsabile della TSM-STEP-Trentino School of Management e responsabile della step-Scuola per il governo del territorio e del paesaggio di parlare di queste esperienze di foresight nell’ambito più vasto del progetto di evoluzione realizzato dai due enti.

 

Mara, quali sono le peculiarità e le sfide che stanno dietro ad un progetto formativo così articolato?

La nostra organizzazione costituisce il tavolo di confronto attraverso cui viene gestito il sito delle Dolomiti Patrimonio Mondiale, operando nel quadro dei principi definiti dalla Convenzione per il Patrimonio, che richiede di garantire l’integrità e la trasmissione dei propri valori alle generazioni future. Tra le attività che promuoviamo a favore delle comunità locali vi è il percorso formativo rivolto agli amministratori, concepito proprio per rafforzare la consapevolezza di questa responsabilità.

Le Dolomiti sono un sito seriale, articolato su tre regioni, cinque province e oltre novanta comuni: un sistema territoriale che richiede dialogo continuo e capacità di lettura condivisa delle sfide. In questo contesto, il confronto tra territori diversi assume un ruolo fondamentale. Funziona come uno specchio, permettendo agli amministratori di osservare le esperienze altrui e, attraverso esse, riflettere sulle proprie pratiche e sulle modalità più efficaci per garantire la tutela dell’integrità del sito nel tempo.

 

A quali bisogni risponde il progetto formativo in un’ottica di lungo periodo?

La complessità che caratterizza le Dolomiti richiede oggi un cambio di paradigma nella governance. Il percorso sull’anticipazione si inserisce all’interno di questo progetto formativo volto a sviluppare competenze utili non solo a comprendere le ragioni dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale, ma soprattutto a tradurre tali principi in azioni concrete di gestione e tutela. L’anticipazione diventa così una competenza strategica: uno strumento per leggere i cambiamenti e orientare le decisioni in coerenza con gli obiettivi di conservazione e sostenibilità. In questa prospettiva, è fondamentale promuovere sia azioni di tutela attiva, capaci di guidare le trasformazioni, sia forme di tutela passiva, volte a preservare l’autenticità e l’integrità dei valori che rendono le Dolomiti un patrimonio unico al mondo.       Investire nella formazione, nel confronto e nella costruzione di visioni condivise significa rafforzare una governance consapevole della propria responsabilità verso il futuro. Solo così è possibile garantire che l’eccezionale valore universale del sito sia mantenuto integro e trasmesso alle generazioni che verranno.»

Gianluca Cepollaro si sofferma sul rapporto tra metodo e governance:

L’approccio metodologico adottato con gli amministratori da -skopìa in questi anni è stato particolarmente efficace per l’attenzione posta al processo negoziale e partecipativo. Gli amministratori hanno lavorato insieme individuando alcuni cambiamenti necessari per affrontare situazioni future, spesso inattese, assumendo maggiore consapevolezza del proprio ruolo e della responsabilità connessa nella definizione di strategie e azioni di valorizzazione del Patrimonio Mondiale. Un metodo particolarmente utile per riflettere sulle tendenze in atto e per individuare quei segnali deboli che possono orientare scelte e decisioni che non potrebbero essere prese sulla base di un approccio di previsione tradizionale.

Una governance illuminata per il futuro delle Dolomiti

Il progetto dedicato agli Amministratori delle Dolomiti Patrimonio Mondiale rappresenta un esempio concreto di come l’anticipazione possa diventare uno strumento di governance, non solo di analisi. L’utilizzo di strumenti di futuro permette di raggiungere diversi obiettivi che sarebbero altrimenti fuori portata nei tradizionali percorsi di governance:

  • portare l’empatia all’interno dei processi decisionali
  • promuovere una cultura della co-progettazione tra amministratori e comunità locale
  • creare una narrazione condivisa del patrimonio (culturale, ambientale, sociale) non come un oggetto da tutelare, ma come un processo che richiede cura continua e responsabilità intergenerazionale 
  • sfruttare speranza e paura come risorse per il pensiero anticipante, che rende visibili le tensioni, le fragilità e i nodi critici su cui intervenire oggi, per essere pronti nel domani. 

In territori complessi, prepararsi al futuro significa costruire oggi le condizioni per decisioni più giuste, sostenibili e responsabili.  Ed è proprio in questo spazio – tra presente e futuri possibili – che il lavoro di -skopìa trova il suo senso più profondo.

Team Skopia
Team Skopia